martedì 11 giugno 2013

Collaborazionista! - Collaborationist!

L'incontro con il Sindaco di Granarolo e' andato molto bene.
La signora Sindaco mi ha accolto con un gran sorriso chiedendomi "Cosi' e' lei, il Fante di Fiori?".

Ho cosi' avuto la rassicurante conferma che l'incontro sarebbe stato proficuo.

Invitato sulla splendida terrazza fiorita del Comune, munito di tablet con tanto di slideshow (la versione moderna del portfolio), ho spiegato le mie ragioni.

Giardinaggio civico, teso a suscitare curiosita' e collaborazione da parte degli altri Cittadini.
Manutenzione della citta', perche' casa propria non e' solo all'interno della porta di ingresso, ma anche fuori.
Insomma, non un giardinaggio di protesta, ma una collaborazione per migliorare le strade dove viviamo, dove passiamo ogni giorno.

Il Sindaco e' rimasto molto colpito e ha dimostrato di apprezzare le foto che le ho mostrato, catalogate in un'abile quanto sottile strategia di "prima e dopo la cura".

Ovviamente, mi ha fatto notare come la cosa sia illegale, ma che puo' stimolare un'aggregazione della comunita' di Quarto.

"Non sono una fan della burocrazia ma la cosa andrebbe regolamentata e formalizzata".

La proposta, accettata subito da parte mia e con entusiasmo, e' di coinvolgere la Consulta di paese per capire se ci sono le possibilita' per creare un'area verde, un vero e proprio giardino comunitario, gestito da volontari.

Dopo aver spiegato, che le mie risorse e le mie energie sono limitate (e che gli abitanti di una strada difficilmente si sposterebbero di chilometri per occuparsi di un giardino distante da casa loro) ho anche precisato - con eleganza - che avrei continuato ad agire come sto gia' facendo, perche' il senso civico della mia rivoluzione gentile non puo' essere rinchiusa dietro un cancello o all'interno di uno steccato.
Se vogliamo che i Cittadini amino davvero la propria citta', e' necessario costringerli a pensare che non esistano "isole" verdi di cui occuparsi, ma che l'intero quartiere ha bisogno di continua attenzione.

In fin dei conti, non si tratta altro che di buttare dei semi nelle aree infestate dalla gramigna, annaffiarle e falciare adeguatamente le erbe selvatiche prima che lo faccia la manutenzione.

L'unica richiesta che mi ha espressamente fatto e' stata di non posizionare alberi (c'e' un preciso regolamento comunale, in proposito) ne' piante pericolose.

Nulla da obiettare, ovviamente: ho ammesso senza problemi di aver rimosso degli alberelli di ligustro lungo la ciclabile per timore che, crescendo, potessero diventare pericolosi in caso di caduta.

Probabilmente, si potra' pensare ad un progetto da settembre.

So che questa mia scelta verra' criticata da alcuni giardinieri non autorizzati.
Eh gia'.
Come si puo' parlare, in effetti, di giardinaggio non autorizzato o sovversivo, se si ha l'autorizzazione a farlo?

A me non importa.
Quello che conta, e' il risultato.
Non voglio giocare a chi fa il giardino piu' bello, se io o il Comune.
Voglio invece che Quarto sia meravigliosa, che gli abitanti si diano da fare in prima persona, che si incontrino annaffiando giardini piu' o meno autorizzati, che ci si prenda il tempo per parlare, per consigliarsi su piante e fiori, per socializzare e crescere come veri Cittadini.

Utopia?
Certamente.
Ma e' bello, provarci.

Al piu', come dice la mia amica Lorenza Zambon, si puo' sempre camminare con un sacchetto di semi in tasca....

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The meeting with the Mayor has been very fruitful.
She welcomed me smiling and asking, "So you are the Jack of Clubs, aren't you?"

This reassured me immediately about the reasons for calling.

We took a seat in the beautiful garden terrace of the City Hall and we had a very nice conversation.
I explained the reason of my unauthorized gardening, showing her a slideshow with my tablet.

Civic gardening done to arouse curiosity and cooperation of citizens.
Maintenance of the city, 'cause home is not just behind our front door, but outside too.
In short, not a way to protest but a collaboration to improve the streets where we live, where we walk every day.

The Mayor was very impressed and appreciated the pictures I showed her, cataloged in a clever yet subtle strategy of "before and after care."

Of course, she pointed out that it's an illegal practice, but that it can stimulate aggregation of the community of Quarto Inferiore.

"I'm not a fan of bureaucracy but it should be regulated and formalized", said her.

Then, she proposed me to involve the Council to evaluate possibilities to create a green area tended by Citizens, a true community garden.

I accepted the proposal with enthusiasm.

I pointed out that my resources, my energies and my time are few (and that inhabitants of a street hardly would walk for miles to care of a garden far from home). I also explained - with elegance - that I'll continue to act as I'm already doing, because the civic spirit of my gentle revolution can't be locked behind a gate or within a fence.

If we want the citizens really love their city, we need to force them thinking that there aren't "green islands" to deal with, but the whole neighborhood.

After all, the matter is just to throw seeds among the weeds, to water properly and to mow the weeds before the council workers do it.

She only requested me to avoid putting dangerous plants and trees (because of strict municipal regulations).

No objection, of course: I admitted to having  removed five privet saplings along the cycling path for fear that, growing up, they could become dangerous in the event of a fall.

Probably, something more concrete will be possible in September.

I know that my choice will be criticized by some unauthorized gardeners.
How can you talk of unauthorized or subversive gardening, if you get permission to do that?

My answer?
I do not care.
What matters are results.
I don't want to play a foolish game: my garden is better than the Council's one.

I want instead to beautify Quarto Inferiore. I want that inhabitants of my village take care of their own City, that they meet while watering authorized or unauthorized gardens, that people take time to talk of plants and flowers, to socialize and grow as true Citizens.

Utopia ?
Certainly.
But I must try.

On the contrary, as my friend Lorenza Zambon would say, you can always walk with a handful of seeds in your pocket....

4 commenti:

  1. Qualunque cosa per il benessere del pianeta. Autorizzato o non fa solo bene....grande...

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    1. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda :)

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  2. Ohibò! mi era sfuggito! sono molto contenta, è vero l'importante è il BELLO, poi chi lo porta lo porta, non c'è differenza!
    Bravo Fantedifiori, ti stimo!

    zia morica

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